giovedì 13 novembre 2008

I triangoli nel cinema: Amici miei (3)

Titti, l'amante del Mascetti (Silvia Dionisio)

Amici miei di Mario Monicelli (1975) Sceneggiatura di Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Tullio Pinelli, Pietro Germi Con Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret, Duilio Del Prete, Adolfo Celi, Bernard Blier, Olga Karlatos, Silvia Dionisio, Milena Vukotic, Franca Tamantini, Angela Goodwin Musica di Carlo Rustichelli - però c'è anche il Verdi di bella figlia dell'amore (140 minuti) Rating IMDb: 8.3
Solimano
Il Melandri (Gastone Moschin) e il Sassaroli (Adolfo Celi) li abbiamo sistemati, ma il problema/opportunità del rapporto con le donne si pone anche al Necchi (Duilio Del Prete), al Perozzi (Philippe Noiret) e al Conte Raffaello Mascetti detto Lello (Ugo Tognazzi).
Col Necchi si fa presto: conduce un bar insieme alla moglie Carmen (Franca Tamantini) e sia per il lavoro quotidiano a contatto di gomito, sia perché lei -molto gelosa- lo tiene sotto controllo, il Necchi non ha possibilità di esercitarsi al di fuori del vincolo matrimoniale.
Il Perozzi è separato, ed ha un'amante (Marisa Traversi) di cui si è stancato. L'amante vive in un'altra città e viene ogni tanto a trovarlo prendendo il treno. Il Perozzi trova un modo per liberarsene.


All'arrivo dell'amante, il Perozzi si è camuffato. Si è messo una gobba finta, stile Rigoletto, e racconta le recenti traversie (da spezzare il cuore) che l'hanno ridotto in quello stato. Pur così malmesso è certo che lei continuerà, fra l'altro un gobbo ormai irreversibile porta buono. Fa l'appiccicoso sul taxi, ma la scena madre si svolge al treno: tutti devono vedere come è attaccato a quella donna, unico porto di una vita infelice. L'amante finalmente riesce a salire sul treno, e il Perozzi la saluta ingobbendosi sempre più. Il treno parte, il Perozzi si toglie la gobba e si dà una fregatina alle mani: problema risolto.

Nora (Angela Goodwin), la moglie del Perozzi, comparità verso la fine del film, in occasione della dipartita del Perozzi. E' accompagnata dal figlio (Maurizio Scattorin), quello che si beccò gli schiaffi del padre su un treno in partenza. Alle sue proteste, il padre commentò: "Ma tu parti sempre!" Ecco l'opinione di Nora sul consorte defunto: "Non è morto nessuno."

Diverso il caso del Mascetti, che ha un'amante giovanissima, la diciottenne studentessa Titti (Silvia Dionisio), figlia di un colonnello. Lello Mascetti tiene la moglie Alice (Milena Vukotic) e la figlia in villeggiatura invernale a Gavinana a nutrirsi di castagne. E' stato sfrattato per morosità dall'appartamento dove viveva e ricorre all'ospitalità degli amici che si danno il turno.

Una mattina Carmen, la moglie del Necchi, entra nella camera dove dorme il Mascetti per portargli il caffè, e vede questa scena: il Mascetti ha portato anche la Titti in casa Necchi.


La Titti non si scompone e si mette a girare svestita per casa. Carmen vede che anche suo marito gradisce e c'è poco da fare, bisogna trovar casa al Mascetti. Gli amici fanno una cooperativa informale per pagargli più della metà dell'affitto di uno scantinato. La relazione fra il Mascetti e la Titti resiste anche alla scoperta dei tradimenti della Titti, ma visto che lo fa con donne, il Mascetti libertinamente abbozza.

Le due villeggianti di Gavinana, visto che c'è l'appartamento, sono tornate in città, e il Mascetti si incontra con la Titti addirittura sulle scale di casa della ragazza. Il colonnello se ne accorge, spara senza colpire, e informa la moglie del Mascetti.


Esplode il dramma nella famiglia del Conte Raffaello Mascetti. La Contessa Alice, nottetempo, chiude le finestre ed apre la bombola del gas. Si salvano per miracolo, e il Mascetti abbraccia moglie e figlia e promette di diventare un altro uomo: congederà la studentessa Titti. Il Mascetti si prepara con cura, facendosi prestare dal Perozzi un abito blu, quello da matrimoni o funerali.


Il Mascetti va ad attendere la ragazza all'uscita dalla scuola, lei è contenta di vederlo e sorride, ma Titti si trova di fronte un altro uomo, una roccia.

Camminano insieme e nemmeno la bellezza del Lungarno distrae il Mascetti dal suo arduo compito. Elenca a Titti i motivi per cui la loro storia è finita, a cominciare dalla differenza di età, per quanto -osserva- non è poi un problema che lui abbia più di cinquant'anni e la Titti meno di venti. La Titti lo ascolta compunta senza dire nulla, è difficile trovare le parole in tali contingenze.

Ne momento dell'addio, davanti a casa sua, la Titti si volta a dice al Mascetti, pressapoco: ci vediamo domani alla solita ora. E il Mascetti risponde: no, un'ora dopo, prima ho un impegno.

Ma tutto è destinato a finire. Qui la Titti guarda sdegnata il Mascetti, che si fa piccolo attorno al volante. Dovevano andare al cinema insieme, e il Mascetti le ha raccontato una balla per non andarci. Il motivo vero è che il Mascetti - e il Necchi, il Melandri, il Perozzi, il Sassaroli- sono impegnati da un mese a prendere in giro il Righi (Bernard Blier) un pensionato a cui fanno credere di essere una banda di gangster in lotta mortale per la droga con i Marsigliesi. Titti chiude la storia dicendo al Mascetti di andarsi a divertire con i suoi amici finocchi.

Nell'immagine di chiusura li vediamo, i cinque amici, finalmente soli, senza donne attorno. Stanno semplicemente guardando più in basso, perché è in corso l'intervallo a metà giornata in una fabbrica in cui lavorano donne. Le commentano ad una ad una, un po' sul lurido, un po' sull'ironico e sul grottesco. Sembrano tristi, ma forse è colpa della giornata.

3 commenti:

Habanera ha detto...

Non vorrei ricordare male, ma il Necchi non è quello del "Le fò il mazzo di rose?"
Geniale espediente con cui il Necchi stesso mandava alla moglie un mazzo di rose, con bigliettino ambiguo e senza firma, per potere inscenare una scenata di gelosia ed avere l'occasione per uscire di casa senza dare spiegazioni.
Poi, se non sbaglio, diventa geloso davvero perchè la moglie comincia ad essere un po' troppo premurosa con l'avventore che crede di avere individuato come il suo spasimante segreto.
Eh...eh...
H.

Solimano ha detto...

Habanera, me lo ricordo l'episodio, credo che si svolga in Amici miei II, e la moglie non è premurosa con l'avventore ma premurosissima, per cui la gelosia del Necchi diviene completamente giustificata. Seguirà la vendetta del Necchi sul povero avventore, vendetta che qui non racconto.

saludos y besos
Solimano

Paolo Pj ha detto...

... basti ricordare che la minestrina "l'era un po' salata" :-) ... ma perchè nessuno fa piu' film cosi ????

Oggi vanno di moda i "cesaroni"

:-(