mercoledì 21 marzo 2007

La nobildonna e il duca

L'Anglaise e le Duc, di Eric Rohmer (2001) Dalle memorie di Grace Elliot, Sceneggiatura di Eric Rohmer Con Lucy Russel, Jean-Claude Dreyfus, Alain Libolt, Charlotte Véry, Léonard Cobiant, François Marthouret, Caroline Morin, Héléna Dubiel, Marie Rivière Fotografia: Diane Baratier Film Editing: Mary Stephen (129 minuti) Rating IMDb: 6.8
Solimano
E' il giorno in cui la condanna a morte di Luigi XVI sarà eseguita. Grace Elliott è con la sua cameriera su una altura non lontana da Parigi. La cameriera guarda attraverso il cannocchiale verso la piazza in cui sta per avvenire l'esecuzione, riuscendo a vedere al massimo il rosso ed il blu delle divise. Grace si rifiuta di guardare, e rivolge lo sguardo dall'altra parte. A un certo punto si sente un grido della folla, breve e molto forte.

Questo è il modo di raccontare di Eric Rohmer, uno dei tanti che ha adottato nella sua storia di regista. Un altro , che è durato per diversi film, è quello di non dare agli attori la sceneggiatura, ma “la situazione”, cioè cosa si aspettava che accadesse nella scena. In genere, delle diverse versioni, la migliore era la prima. In questo modo spesso i suoi dialoghi seguono più i meandri di una possibile vita autentica che la linea breve di una vita artefatta. E niente è più inutile del discutere se il suo L'Anglaise et le Duc sia di destra o di sinistra. Rohmer smonta la storia, ogni storia, per mostrare come la persona, quella persona, riesce a trovare uno spazio in una storia che non è sotto il suo controllo, che quindi è disumana. Ad esempio, come fa Grace Elliott per dire la sua sulla situazione politica? “Fa le carte” ai suoi illustri amici. Anche l'Oracolo di Delfi faceva così.

2 commenti:

arfasatto ha detto...

Mi avevavo avvertito prima:"Questo film è noiosissimo, e ti deluderà non poco, anche te che sei rohmeriana". Niente di più sbagliato, mi è piaciuto in modo particolare, non è per niente noioso, anzi stupisce per il taglio singolare che il regista riesce a dare alla storia. Destra o sinistra? Bah, che noia e che vecchiume.

Solimano ha detto...

Bravissima! Sai bene che Rohmer, che molti dicono ripetititivo, si mette sempre in gioco e sperimenta nuove modalità, come in questo film che ho apprezzato molto, difatti, dopo aver messo l'immagine presa da Ma nuit chez Maud come immagine-simbolo del blog, ho scelto di scrivere il primo post su questo film.

grazie e saludos
Solimano