domenica 8 novembre 2009

Genova nel cinema: Achtung! Banditi! (1)

Achtung! Banditi! di Carlo Lizzani (1951) Sceneggiatura di Giuseppe Dagnino, Giuliani G. De Negri, Carlo Lizzani, Massimo Mida, Ugo Pirro, Enrico Ribulsi, Mario Socrate, Rodolfo Sonego Con Gina Lollobrigida (Anna), Andrea Checchi (L'ingegnere), Vittorio Duse (Domenico), Lamberto Maggiorani (Marco), Maria Laura Rocca (L'amante del diplomatico), Giuseppe Taffarel (Comandante Vento), Franco Bologna (Gatto), Pietro Tordi (Il diplomatico), Giuliano Montaldo (Lorenzo), Bruno Berellini (Biondo), Lucia Feltrin (Lucia) Musica: Mario Zafred Fotografia: Gianni Di Venanzo (90 minuti) Rating IMDb: 6.7

Solimano

Sul film "Achtung! Banditi!" di Carlo Lizzani ho già scritto due post, soprattutto per la vista logica I modi di vedere. Ora ne scrivo altri due, soprattutto per la vista logica Genova nel cinema. Utilizzo anche la vista logica Il lavoro nel cinema, perché sia nella trama che nelle immagini sono presenti le fabbriche e gli operai di Genova. I tedeschi vorrebbero che la produzione nelle fabbriche andasse avanti, ma poi, di fronte agli scioperi e alle azioni della resistenza, decidono di smantellare le macchine per trasportarle in Germania. Si trovano di fronte ad atti di sabotaggio mirato, che l'ingegnere (Andrea Checchi) e l'operaio Marco (Lamberto Maggiorani) pagheranno con la vita.


Com'è la rappresentazione di Genova? Non è la Genova storica, portuale e monumentale, è la Genova delle fabbriche e delle ferrovie (che passano attraverso le fabbriche), dei ponti e dei torrenti (sia in città che nei dintorni collinari). All'inizio del film compare il pericoloso attraversamento notturno di una passerella da parte dei partigiani.


Un commando di partigiani giunge in città. Si vede un grande ponte ferroviario e il partigiano Lorenzo (Giuliano Montaldo) che senza farsi riconoscere dai fascisti e dai tedeschi deve avvicinarsi alle fabbriche. Il suo'obiettivo è di riuscire ad impadronirsi di armi mettendosi in contatto con i gruppi della Resistenza che operano all'interno. Lorenzo non li conosce di persona e deve superare la diffidenza iniziale.


Lorenzo non è solo. Con lui c'è il Biondo (Bruno Berellini). Accade un episodio comico-grottesco. Sono entrati in un caffé e per darsi un contegno giocano ad una macchinetta mangiasoldi di allora (un flipper d'antan). Hanno visto entrare dei fascisti e se ne sono andati dal caffè in tutta fretta. Quando vedono che uno dei fascisti li insegue per strada, accelerano il passo, ma quello che li segue voleva soltanto avvertirli che hanno vinto dei soldi con la macchinetta.



Nella città è in corso uno sciopero dei mezzi di trasporto, in particolare dei tram. I fascisti precettano gli autisti e li obbligano a guidare. I tram sono vuoti, l'importante è che circolino, come dimostrazione di forza. Quindi, quando i due partigiani salgono sul tram, i fascisti tutto immaginano tranne che siano uomini della resistenza. Per loro è una soddisfazione, vedere che qualcuno viaggia sul tram.



Altre tre immagini tranviarie. Nella terza un partigiano scende dal tram e compare un altro mezzo di trasporto ben presente nel film: la bicicletta.



Lorenzo e il Biondo ora sono vicini alla fabbrica, in cui si discute su un eventuale sciopero. Dall'alto, due uomini della resistenza in fabbrica guardano con un binocolo se stiano arrivando fascisti o tedeschi. Nella terza immagine, la folla degli operai entra in fabbrica.


Lorenzo ed il Biondo si sono messi in contatto con il gruppo della resistenza in fabbrica. Debbono spostarsi ed utilizzano il mezzo usuale allora perché meno sospetto (e meno costoso): la bicicletta.

Due immagini all'interno della fabbrica con una grande apparecchiatura di sollevamento: la gru a cui alla fine del film saranno impiccati l'ingegnere e Marco.

Anna (Gina Lollobrigida) è l'assistente dell'ingegnere. Ha un fratello negli alpini, che per il momento sono schierati con la repubblica di Salò. Il fratello ha scelto di stare negli alpini pur di rientrare dalla prigionia in Germania. Anna è col fratello presso al un ponte sul torrente. Questo la renderà sospetta ai partigiani.
(continua)

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